Quanto proposto dal governo italiano per il piano anticrisi alla UE prevede, tra l´altro, la dismissione di di fette del patrimonio italico. Tra queste fette si parla di importanti quote su tre dei colossi piu importanti per la economia del nostro paese. Mi riferisco ad ENI, Enel, Finmeccanica. Importanti per il loro valore economico, industriale e soprattutto di ricerca e innovazione. Cedere altre quote significative azionarie di questi 3 grandi gruppi significherebbe la alienazione delle capacita produttive e di indipendenza di larga parte del nostro sistema paese. Ricordo infatti che lo stato di ENI detiene ormai solo il 30%, di Enel il 31%, di 32,5% di Finmeccanica. Il cedere solo una parte di queste azioni porterebbe a una probabile perdita di controllo delle societa. Con scenari quanto piu vari possibili e sicuramente tutti negativi per la nostra nazione. Come anche l´affaire Fiat Avio o Alitalia ha ampiamente dimostrato. Chi ha mostrato in questi anni di voler acquisire tutto il possibile in questi campi ?
Un piccolissimo e evocativo esempio ce lo fornisce questo articolo:
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/10/26/news/ferretti_nel_mirino_di_shadong_i_creditori_puntano_a_un_rilancio-23881348/?rss
Negli anni sessanta un astronomo russo elaboro un modo di classificare una eventuale o eventuali civilta esterne alla Terra. Classificazione che si basa sui livelli di energia impiegata . Una civilta di classe uno è una civilta in grado di sfruttare tutta la energia di un pianeta, si parla poi di civilta di seconda classe se in grado di sfruttare tutta l’energia del proprio sistema solare e di classe 3 se l’energia che utilizza è quella di una intera Galassia. Il che consentiva di elaborare una strategia di ricerca nelle osservazioni astronomiche destinata ad identificare la traccia energetica che da grandi distanze era visionabile. Infatti una civilta piu impiega energia piu ne disperde nello spazio esterno. Almeno questo era il pensiero tipico di una societa consumistica come era quella degli anni sessanta, anche nel blocco sovietico. Pur essendo una idea sostanzialmente giusta si è cominciato a pensare che almeno in parte , civilta anche evolute, erano in grado di evolvere sostanzialmente pur impiegando livelli di energia molto piu limitati di quelli, sostanzialmente esponenziali, elaborati con un modello rozzo come quello elaborato di Kardashev, il russo di cui si parla. Ma mi chiedo….
Sovente le immagini dallo spazio di questo pianeta vengono a contatto colla sensibilità artistica di ognuno, generando cosi nuove sensazioni, nuovi spunti per opere in embrione, pensate ma mai realizzate. Questa è una di quelle immagini, solo leggermente trattate, che recano in loro non solo la ineluttabile bellezza del nostro pianeta , ma la scienza dei fenomeni naturali, vedi non solo le bellezze dell’ottica , della geologia , ma uno dei piu meravigliosi fenomeni della fluidodinamica, ne pensi gli effetti sulla biologia fine e macroscopica, sulla natura delle correnti , sui fenomeni di scambio energetico e tutto si sposa all’altra parte di te, quella artistica , che ne vede le impressioni, le evocazioni, i giochi colla sensibilità… è un percorso incantevole , uno dei migliori per scendere nel profondo dell’eso-umano e contemporaneamente dell’endo-umano.
Un pellegrinaggio , quasi una avventura al modo antico, a cavallo. Da qualche giorno una cara amica, Oliva Salviati , ha intrapreso questo viaggio a dorso del suo fido “Emiro” per raggiungere Santiago di Compostela e gettare un ponte di ideali tra la tomba dell’apostolo Giacomo e l’Ospedale San Giacomo. Un ponte che rievoca la missione di questo Ospedale del centro di Roma, la cura dei pellegrini e degli incurabili. Gia sa di epica il viaggio a cavallo in se, si carica di un’aura mistica del pellegrinaggio e lo si corona della bellezza di un ideale luminoso quale è la battaglia per la rinascita di uno dei piu bei nosocomi dell’Urbe. Bello perche tante storie si sono incentrate o allacciate in esso e per esso nel corso dei secoli. Storie di Fede , di coraggio, di sacrificio. Storie che fanno di quelle mura un concentrato dei sentimenti piu positivi e altruistici che possono pensarsi propri del genere umano. Una cavallerizza è in marcia per Santiago per ricordare questo. Per battere alle porte della coscienza di coloro che possono rendere vitali nell’uso originario gli spazi di quel luogo che ora è spento per l’insipienza o il malaffare di pochi cinici. Vale , come dicevano i romani, cara Oliva !
Non è la verita dei fatti quello che l’uomo cerca ma il concretarsi dei suoi desideri. Questo potrebbe essere una frase che dà il quadro di quello, dei racconti che formano il libro, che è la cifra magica di questo piccolo e simpatico libro. Certo ci sono i racconti che ci fanno entrare nella vita reale di Alegre, quelli che ci permettono di capire il mondo portoghese del secolo scorso. Ma , il racconto che dà il titolo al libro è il piu evocativo di un modo poetico di inseguire un ideale, diverso da individuo a individuo, che assume connotazioni quasi epiche nella testa di ognuno e che è stato il filo conduttore di tante ideologie che hanno cavalcato la politica del ’900. Alegre lo fà intravedere questo gioco, questo gioco al massacro di fratelli contro fratelli, in nome di ideologie di morte. Ci sono tratti del libro che mi interessano e mi fanno correre i ricordi su discorsi aspri che ho sentito fare, su decisioni terribili che ho visto prendere. L’uomo dovrebbe imparare dai propri errori, dovrebbe conoscere realmente la storia , ma poi ci si accorge che questa consapevolezza derivante dal sapere è ancora al di la da venire…
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Posso ben dire di essere rimasto impressionato da questo testo. Mi piace il preciso modo di scrivere, di sviscerare le emozioni, di rendere i luoghi e le anime. E’ l’io narrante che passa da paese a paese e che indica la sua consistenza. Mi piace perche è simile (come progetto) a un mio lavoro di tanto tempo fa, “Cittadino della coscienza”. SImile a me eppure diverso, dove l’intero mondo entra in lui per sviscerare i suoi lati piu reconditi. Ve lo raccomando caldamente.


Oggi avrebbe dovuto chiudersi il concorso ma mi trovo davanti un dilemma, due delle soluzioni (precisament quella di Gloria e quella di Claudia) sono particolarmente valide rispetto le altre. Entrambe però danno una stima non accurata per banali errori. Per cui il comportamento piu giusto credo sia di prolungare ,per questi due concorrenti , il periodo di tenzone. Diciamo altri 30 giorni . Questo servirà loro ad ottenere un affinamento delle stime e a me per sollevarmi da un giudizio salomonico. Se al termine di questo periodo permarra l’attuale eguaglianza vedremo di affidare alla sorte, ahime, la vittoria. A presto! In bocca al lupo a Gloria e Claudia.



